Ricominciare dal Vangelo - Lettera Pastorale 2000-2001
Ho ancora vivo alla memoria il momento in cui allordinazione episcopale, secondo il rito, mi è stato posto il Vangelo sulla testa, mentre veniva proclamata la grande preghiera di consacrazione. In quel momento solenne mi è venuto spontaneo il pensiero al Concilio Vaticano II, là dove parla della Chiesa sottomessa alla Parola di Dio (cf. Dei Verbum, 21). Della Parola di Dio il vescovo, infatti, non è padrone, ma servo. Una scena analoga si è ripetuta allingresso in diocesi. Mettendo piede per la prima volta davanti al Santuario cittadino della Madonna della Ghiara, nel mio primo saluto ai giovani che mi avevano accolto e invitato a camminare con loro lungo le vie della città verso la Cattedrale, confidavo loro che quel Vangelo, che allordinazione mi era stato messo in testa, ora andava messo anche ai piedi, perché la Parola faccia la sua corsa in mezzo a noi. Eravamo in tanti, durante questanno giubilare, nei pellegrinaggi alla Cattedrale provenienti dalle varie zone della Diocesi. Dal più sperduto paesino di montagna al più inosservato caseggiato di città, il pellegrinaggio giubilare ha voluto risvegliare una memoria: la memoria della Nascita del Signore Gesù che dopo duemila anni ancora è capace di mettere in cammino tutta una Chiesa. Cantando e pregando, siamo entrati in Cattedrale, la madre di tutte le chiese, tenendo alto il Vangelo e mettendolo poi al centro della nostra assemblea, perché, come lampada, facesse luce a tutti quelli che sono nella casa.